Con la presenza di tutti i soggetti coinvolti in Regione, ci si è confrontati su queste slide.
Le indicazioni emerse:
1) disegno complessivo di tutte le interazioni tra i procedimenti e le banche dati (non solo la fine lavori, che è la più difficile, ma anche quelle più semplici!);
2) esplicitare che si tratta di un primo passo operativo e concreto per avviare OGGI il sistema. Senza tale passo nessun nuovo sistema (SIEDER) né una nuova legge regionale ad hoc potrebbe generare benefici. Attuando gli interventi indicati si è invece già predisposti;
3) inserire un esempio pratico di una modifica della modulistica.
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lunedì 13 giugno 2011
sabato 11 giugno 2011
III e IV incontro con Comune di Faenza
Nel corso del III incontro si condivide con la funzione edilizia l'impostazione generale e le ipotesi di intervento. Viene dato un giudizio di fattibilità di massima degli interventi e si decide di dedicare un successivo incontro operativo per definirne il dettaglio.
Nel corso dell'incontro operativo si conviene sulla seguente considerazione:
non è sulla base del tipo di intervento (nuova costruzione, manutenzione straordinaria.....) né tantomeno sulla base del tipo di intervento che è possibile definire se ci sarà o meno impatto sull'assetto dell'ACI. Il caso più semplice (quello di nuova costruzione) è anche quello meno frequente. E' necessario quindi introdurre una discriminante esplicita, a prescindere dal tipo di intervento o di procedimento, che garantisca l'intercettazione degli interventi che producono modifiche agli assetti dell'ACI.
Alcuni numeri sulla tipologia di interventi degli ultimi 10 anni:
Viene anche discusso il fatto che nel breve periodo è prevista l'attivazione della SCIA, che andrà a sostituire la (quasi) totalità delle DIA. A tale riguardo, al di là della fondamentale differenza del procedimento, dell'assenza di una disciplina sull'esecuzione dei controlli.... si evidenzia come dal punto di vista della modulistica, cioè delle dichiarazioni asseverate, poco cambierà. Pertanto gli interventi che oggi vengono ipotizzati sull'attuale modulistica saranno assorbiti anche quando si attiverà la SCIA.
A questo punto si esamina la modulistica attualmente utilizzata che, in estrema sintesi è così articolata:
La dichiarazione del tecnico progettista è articolata in sezioni:
1) norme generali
2) sistema ambientale
3) qualificazione energetica
4) sezione anagrafe immobiliare (da definire)
La quarta sezione, relativa all'anagrafe immobiliare, dovrà avere questa impostazione di massima:
4.1: numerazione civica esterna
Così modificata la dichiarazione del tecnico progettista può quindi sostituire in toto l'allegato C previsto dalla modulistica regionale per la manutenzione straordinaria, contribuendo ad una razionalizzazione e semplificazione dei moduli che sarebbero identici per DIA, PdC e CIL.
Si rende necessario un ultimo intervento che prevede l'inserimento della sezione anagrafe immobiliare nel modulo B previsto dalla modulistica regionale per gli altri interventi.
Riepilogo
Gli interventi sulla modulistica individuati sono:
Conclusione
In tal modo si è garantiti che TUTTI gli interventi che hanno impatto sull'assetto dell'anagrafe immobiliare vengono intercettati e per ognuno di essi è disponibile per un ufficio un elaborato che contiene l'atto di variazione dell'ACI.
In tal modo OGNI variazione dell'assetto dell'anagrafe immobiliare contiene il riferimento al titolo edilizio che l'ha generata. Si avvia quindi la formazione dell'indice dell'archivio edilizio.
Non sono più ammesse richieste di modifiche alla numerazione civica in assenza di titolo edilizio, fatte salve le variazioni decise su iniziativa della toponomastica (variazioni d'ufficio, rinumerazione...)
Ulteriori approfondimenti
Definizione della sezione anagrafe immobiliare
definizione degli elaborati semplificati (costituiscono l'atto di variazione dell'ACI, è la documentazione che arriva sul tavolo della toponomastica)
Definizione del modulo fine lavori (inserimento del vincolo senza il quale la fine lavori non è efficace)
Impatti organizzativi
In questa ipotesi l'attuale funzione toponomastica, oggi all'interno dei servizi demografici e fisicamente collocata lontano dai servizi tecnici, riceve tutti gli atti di variazione con una data di fine lavori per le CIL e i 3 anni di legge per DIA e PdC. L'applicazione dell'atto di variazione avviene alla fine lavori e va replicata sull'anagrafe immobiliare e sul sistema dell'anagrafe dei residenti. Sul piano ideale l'attività può essere svolta anche da un servizio diverso da quello dell'edilizia e in locali distanti. Ma in assenza di sistemi di controllo sulle date di fine lavori (oggi le date di fine validità del titolo o di fine lavori delle CIL non vengono registrate, né tantomento le eventuali proroghe concesse) e in considerazione delle necessità di interazione con i professionisti, soprattutto in fase di avvio, la collocazione fisica del servizio è opportuno coincida con lo sportello dell'edilizia.
Sempre sul piano ideale la funzione toponomastica e quella di Anagrafe possono essere separate. Ma la separazione, se non dettata da altre motivazioni, introduce inefficienze e ritardi nei flussi. Inefficienze che generano maggiori costi e ritardi che possono generano incoerenze nell'anagrafe immobiliare, facendo decadere il requisito di certificabilità del dato che è il principio base del modello concettuale.
Ma la considerazione più rilevante è che se l'adempimento di anagrafe immobiliare diventa cogente e in futuro bloccante per un qualsiasi adempimento del procedimento edilizio (fine lavori, agibilità) non è pensabile che la funzione anagrafe immobiliare sia mantenuta al di fuori del perimetro di responsabilità dell'edilizia. Si rischierebbe infatti che il responsabile dei procedimenti edilizi non sia nelle condizioni di mettere in grado i professionisti di presentare domande e/o procedere con gli adempimenti nei tempi previsti. Pertanto, fatti salvi approfondimenti successivi, è fin d'ora evidente che, almeno in prospettiva, la funzione anagrafe immobiliare venga assunta all'interno delle responsabilità del titolare del procedimento edilizio. Tale indicazione organizzativa diventa poi cogente nei seguenti casi:
Ipotesi di crono-programma
Si è ipotizzata la seguente scaletta:
Conclusione analisi organizzativa (fine giugno)
Definizione completa interventi modulistica (fine luglio)
Presentazione ai professionisti, nel quadro più ampio del SUAP (settembre) - Beta version
Periodo di sperimentazione operativa (quarto trimestre 2011)
Avvio nuovo sistema informatico (gennaio 2012)
Nel corso dell'incontro operativo si conviene sulla seguente considerazione:
non è sulla base del tipo di intervento (nuova costruzione, manutenzione straordinaria.....) né tantomeno sulla base del tipo di intervento che è possibile definire se ci sarà o meno impatto sull'assetto dell'ACI. Il caso più semplice (quello di nuova costruzione) è anche quello meno frequente. E' necessario quindi introdurre una discriminante esplicita, a prescindere dal tipo di intervento o di procedimento, che garantisca l'intercettazione degli interventi che producono modifiche agli assetti dell'ACI.
Alcuni numeri sulla tipologia di interventi degli ultimi 10 anni:
Viene anche discusso il fatto che nel breve periodo è prevista l'attivazione della SCIA, che andrà a sostituire la (quasi) totalità delle DIA. A tale riguardo, al di là della fondamentale differenza del procedimento, dell'assenza di una disciplina sull'esecuzione dei controlli.... si evidenzia come dal punto di vista della modulistica, cioè delle dichiarazioni asseverate, poco cambierà. Pertanto gli interventi che oggi vengono ipotizzati sull'attuale modulistica saranno assorbiti anche quando si attiverà la SCIA.
A questo punto si esamina la modulistica attualmente utilizzata che, in estrema sintesi è così articolata:
- PdC e DIA prevedono in allegato la dichiarazione del tecnico progettista
- Per la CIL si usa la modulistica della Regione così come proposta con circolare del 2/8/2010
- per la comunicazione di fine lavori non è presente un modulo specifico (infatti non sono attivi controlli su tale data se non in funzione della successiva agibilità e/o della scheda tecnica descrittiva)
La dichiarazione del tecnico progettista è articolata in sezioni:
1) norme generali
2) sistema ambientale
3) qualificazione energetica
4) sezione anagrafe immobiliare (da definire)
La quarta sezione, relativa all'anagrafe immobiliare, dovrà avere questa impostazione di massima:
4.1: numerazione civica esterna
- assevera che l'intervento non ha impatti sulla numerazione civica esterna
- si impegna entro la data di fine lavori ai sensi degli artt. 42-43 del regolamento anagrafico (DPR 223/89), a fare richiesta a toponomastica con apposito elaborato semplificato
- assevera che l'intervento non ha impatti sulla numerazione degli interni
- si impegna ai sensi degli artt. 42-34 del DPR 223/89, entro la data di fine lavori a comunicare a toponomastica la modifica dell'assetto degli interni con apposito elaborato semplificato
- (si potrebbe inserire nella sezione anagrafe immobiliare anche l'asseverazione che l'intervento non necessita di variazione catastale o si impegna entro i termini di legge a farlo) Tale intervento è utile nel momento in cui il comune si attrezza per effettuare i controlli di coerenza dei docfa. Ora non è attuale.
Così modificata la dichiarazione del tecnico progettista può quindi sostituire in toto l'allegato C previsto dalla modulistica regionale per la manutenzione straordinaria, contribuendo ad una razionalizzazione e semplificazione dei moduli che sarebbero identici per DIA, PdC e CIL.
Si rende necessario un ultimo intervento che prevede l'inserimento della sezione anagrafe immobiliare nel modulo B previsto dalla modulistica regionale per gli altri interventi.
Riepilogo
Gli interventi sulla modulistica individuati sono:
- inserimento sezione anagrafe immobiliare nella "dichiarazione asseverata del professionista" prevista dalla attuale modulistica del comune di Cesena;
- sostituzione del modulo C della regione con il modulo dichiarazione asseverata del professionista di cui al punto 1;
- integrazione del modulo B della regione con sezione anagrafe immobiliare;
Conclusione
In tal modo si è garantiti che TUTTI gli interventi che hanno impatto sull'assetto dell'anagrafe immobiliare vengono intercettati e per ognuno di essi è disponibile per un ufficio un elaborato che contiene l'atto di variazione dell'ACI.
In tal modo OGNI variazione dell'assetto dell'anagrafe immobiliare contiene il riferimento al titolo edilizio che l'ha generata. Si avvia quindi la formazione dell'indice dell'archivio edilizio.
Non sono più ammesse richieste di modifiche alla numerazione civica in assenza di titolo edilizio, fatte salve le variazioni decise su iniziativa della toponomastica (variazioni d'ufficio, rinumerazione...)
Ulteriori approfondimenti
Definizione della sezione anagrafe immobiliare
definizione degli elaborati semplificati (costituiscono l'atto di variazione dell'ACI, è la documentazione che arriva sul tavolo della toponomastica)
Definizione del modulo fine lavori (inserimento del vincolo senza il quale la fine lavori non è efficace)
Impatti organizzativi
In questa ipotesi l'attuale funzione toponomastica, oggi all'interno dei servizi demografici e fisicamente collocata lontano dai servizi tecnici, riceve tutti gli atti di variazione con una data di fine lavori per le CIL e i 3 anni di legge per DIA e PdC. L'applicazione dell'atto di variazione avviene alla fine lavori e va replicata sull'anagrafe immobiliare e sul sistema dell'anagrafe dei residenti. Sul piano ideale l'attività può essere svolta anche da un servizio diverso da quello dell'edilizia e in locali distanti. Ma in assenza di sistemi di controllo sulle date di fine lavori (oggi le date di fine validità del titolo o di fine lavori delle CIL non vengono registrate, né tantomento le eventuali proroghe concesse) e in considerazione delle necessità di interazione con i professionisti, soprattutto in fase di avvio, la collocazione fisica del servizio è opportuno coincida con lo sportello dell'edilizia.
Sempre sul piano ideale la funzione toponomastica e quella di Anagrafe possono essere separate. Ma la separazione, se non dettata da altre motivazioni, introduce inefficienze e ritardi nei flussi. Inefficienze che generano maggiori costi e ritardi che possono generano incoerenze nell'anagrafe immobiliare, facendo decadere il requisito di certificabilità del dato che è il principio base del modello concettuale.
Ma la considerazione più rilevante è che se l'adempimento di anagrafe immobiliare diventa cogente e in futuro bloccante per un qualsiasi adempimento del procedimento edilizio (fine lavori, agibilità) non è pensabile che la funzione anagrafe immobiliare sia mantenuta al di fuori del perimetro di responsabilità dell'edilizia. Si rischierebbe infatti che il responsabile dei procedimenti edilizi non sia nelle condizioni di mettere in grado i professionisti di presentare domande e/o procedere con gli adempimenti nei tempi previsti. Pertanto, fatti salvi approfondimenti successivi, è fin d'ora evidente che, almeno in prospettiva, la funzione anagrafe immobiliare venga assunta all'interno delle responsabilità del titolare del procedimento edilizio. Tale indicazione organizzativa diventa poi cogente nei seguenti casi:
- l'ACI diventa strumento operativo per la ricerca dei precedenti edilizi, parte integrante dei servizi di pubblicità immobiliare che il TUE pone in capo allo sportello unico dell'edilizia;
- l'ACI diviene certificante dello stato legittimo degli immobili, pertanto strumento al servizio dei professionisti nella definizione dei progetti;
- l'applicazione dell'atto di variazione dell'ACI è anche un momento di controllo di merito sulla coerenza delle variazioni (toponomastiche e catastali) con il titolo legittimante.
Ipotesi di crono-programma
Si è ipotizzata la seguente scaletta:
Conclusione analisi organizzativa (fine giugno)
Definizione completa interventi modulistica (fine luglio)
Presentazione ai professionisti, nel quadro più ampio del SUAP (settembre) - Beta version
Periodo di sperimentazione operativa (quarto trimestre 2011)
Avvio nuovo sistema informatico (gennaio 2012)
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Toponomastica
giovedì 9 giugno 2011
I e II incontro a Bellaria
Primo incontro.
Presenti
Nel corso del primo incontro con il Comune di Bellaria è stato presentato il modello e ipotizzati gli interventi di massima sia sul piano della modulistica sia sul piano dell'organizzazione.
Secondo incontro
Presenti
E' stato un incontro operativo e finalizzato a definire il dettaglio degli interventi. Questa la sintesi.
Situazione
I procedimenti DIA e PdC prevedono la comunicazione di fine lavori entro la scadenza di legge dell'efficacia del titolo (3 anni).
Interventi su modulistica
Ai sensi degli articoli 41-42-43 del regolamento demografico (L 223/89) si prevede di intervenire su:
Modello A attività di edilizia libera: introducendo l'obbligo di richiedere/comunicare a toponomastica le variazioni entro la data di fine lavori - al pari dell'obbligo catastale - o di allegare direttamente la documentazione reperita da toponomastica)
Modello I Fine lavori e agibilità: introducendo l'obbligo formale di presentazione della documentazione toponomastica
Modelli di richiesta della toponomastica: utilizzando il format del Comune di Vicenza, opportunamente integrato dalle informazioni relative al titolo edilizio che legittimano la varaizione toponomastica
Modifiche alla funzione toponomastica
Oggi la funzione toponomastica assegna civici e interni su richiesta di parte. Nessun legame con procedimento edilizio. Le informazioni sono registrate solo in Anagrafe.
Domani la funzione ACI:
assegna civici e interni solo sulla base di interventi edilizi
inserisce in mappa le informazioni
assicura le relazioni con il catasto
inserisce civici e interni in Anagrafe
Modifiche ai comportamenti uffici anagrafici
Prima di procedere alla assegnazione di una nuova residenza prevedere una verifica complessiva della situazione ecografica dell'edificio (elenco degli interni noti, occupati e liberi). Questo può avvenire direttamente sul sistema anagrafico (se la funzione è disponibile), oppure costruendo una vista ad hoc che metta in relazione gli interni di ACI con quelli disponibili
Interventi informatici
Si potrebbero evitare introducendo direttamente nella modulistica le informazioni e istruzioni necessarie (ad esempio: ai garage non è possibile assegnare un interno).
Modello di conservazione dell'ACI
Con riferimento al modello di conservazione dell'ACI gli adempimenti toponomastici producono i seguenti atti di variazione:
Prospettive
Solo dopo l'attivazione di questi interventi è possibile garantire l'identificazione univoca degli immobili. Da quel momento in poi si possono attivare le seguenti linee di attività in funzione di obiettivi specifici:
Presenti
Dirigente gestione del territorio
U.o.a. sportello unico edilizia - urbanistica
Sportello unico edilizia - istruttore
Sportello unico edilizia - controlli
U.o.a. entrate - attività economiche - suap
Funzionario serv. demografici e sociali
Responsabile Sistema informativo comunale
Sistema informativo comunale
Nel corso del primo incontro con il Comune di Bellaria è stato presentato il modello e ipotizzati gli interventi di massima sia sul piano della modulistica sia sul piano dell'organizzazione.
Secondo incontro
Presenti
Sportello unico edilizia - istruttore
Sportello unico edilizia - controlli
Sistema informativo comunale
E' stato un incontro operativo e finalizzato a definire il dettaglio degli interventi. Questa la sintesi.
Situazione
I procedimenti DIA e PdC prevedono la comunicazione di fine lavori entro la scadenza di legge dell'efficacia del titolo (3 anni).
Per le comunicazioni (ex art. 6 TUE come modificato da DL 73/2010) la modulistica regionale prevede comunque l'indicazione della data di fine lavori.
Se il momento di fine lavori è il momento in cui il comune modifica l'assetto dell'ACI bisogna prevedere un controllo sul rispetto di tali date. Oggi tale controllo, presso il Comune di Bellaria, non è garantito da processi attivi o sistemi informatici. In assenza di controllo si rischia la deriva dell'assetto dell'ACI in breve tempo, in quanto basarsi solo sulle richieste di agibilità non copre tutte le casiste di modifiche.
Per identificare il momento della fine lavori (che la legge comunque identifica come momento rilevante per gli adempimenti catastali, quando dovuti) è necessario esplicitare al professionista, e quindi nella modulistica, i casi in cui è dovuto un adempimento "toponomastico" e i casi in cui non è dovuto.
Il modulo prodotto da Toponomastica (e inserito in ACI), costituisce un potenziale strumento di controllo per la funzione edilizia, che è in grado di verificarne la coerenza con il titolo edilizio.
Per identificare il momento della fine lavori (che la legge comunque identifica come momento rilevante per gli adempimenti catastali, quando dovuti) è necessario esplicitare al professionista, e quindi nella modulistica, i casi in cui è dovuto un adempimento "toponomastico" e i casi in cui non è dovuto.
Il modulo prodotto da Toponomastica (e inserito in ACI), costituisce un potenziale strumento di controllo per la funzione edilizia, che è in grado di verificarne la coerenza con il titolo edilizio.
Ai sensi degli articoli 41-42-43 del regolamento demografico (L 223/89) si prevede di intervenire su:
Modello A attività di edilizia libera: introducendo l'obbligo di richiedere/comunicare a toponomastica le variazioni entro la data di fine lavori - al pari dell'obbligo catastale - o di allegare direttamente la documentazione reperita da toponomastica)
Modello I Fine lavori e agibilità: introducendo l'obbligo formale di presentazione della documentazione toponomastica
Modelli di richiesta della toponomastica: utilizzando il format del Comune di Vicenza, opportunamente integrato dalle informazioni relative al titolo edilizio che legittimano la varaizione toponomastica
Modifiche alla funzione toponomastica
Oggi la funzione toponomastica assegna civici e interni su richiesta di parte. Nessun legame con procedimento edilizio. Le informazioni sono registrate solo in Anagrafe.
Domani la funzione ACI:
assegna civici e interni solo sulla base di interventi edilizi
inserisce in mappa le informazioni
assicura le relazioni con il catasto
inserisce civici e interni in Anagrafe
Modifiche ai comportamenti uffici anagrafici
Prima di procedere alla assegnazione di una nuova residenza prevedere una verifica complessiva della situazione ecografica dell'edificio (elenco degli interni noti, occupati e liberi). Questo può avvenire direttamente sul sistema anagrafico (se la funzione è disponibile), oppure costruendo una vista ad hoc che metta in relazione gli interni di ACI con quelli disponibili
Interventi informatici
- Strumento che abiliti il controllo sulle date di fine lavori dei titoli edilizi
- Strumento di gestione dell'ACI
- popolamento iniziale dell'ACI
Si potrebbero evitare introducendo direttamente nella modulistica le informazioni e istruzioni necessarie (ad esempio: ai garage non è possibile assegnare un interno).
Modello di conservazione dell'ACI
Con riferimento al modello di conservazione dell'ACI gli adempimenti toponomastici producono i seguenti atti di variazione:
- richiesta di assegnazione di numerazione civica a seguito di intervento edilizio di nuova costruzione: atto di variazione edilizia - fine lavori- con cui si istituisce il nuovo edificio, contestuale atto di variazione toponomastica con cui si istituiscono (o si modificano) i civici (preferibile fare un unico atto di variazione edilizia, come da requisiti del modello di dominio che prevedevano l'adempimento toponomastico come endo-procedimento di quello edilizio)
- richiesta di variazione di numerazione civica a seguito di intervento edilizio: unico atto di variazione edilizia che prevede la sola variazione della numerazione civica
- assegnazione di nuovi interni: atto di variazione edilizia che istituisce le Unità Edilizie con relativa numerazione
- variazione della numerazione interna: atto di variazione edilizia che modifica le UE e relativa numerazione in coerenza con quanto dichiarato dal professionista e definito da funzione toponomastica
Prospettive
Solo dopo l'attivazione di questi interventi è possibile garantire l'identificazione univoca degli immobili. Da quel momento in poi si possono attivare le seguenti linee di attività in funzione di obiettivi specifici:
- recupero di dati pregressi (censimento 2011? recupero degli ultimi docfa disponibili? rilievo sul territorio? digitalizzazione archivio edilizio?)
- attivazione di controlli alle richieste di residenza (se non mi risulta l'esistenza di un interno vengono attivate verifiche e/o controlli)
- attivazione di controlli alle richieste/comunicazioni SUAP (se non mi risulta l'esistenza di un interno vengono attivate verifiche e/o controlli)
- verifiche di coerenza tra titoli edilizi e richieste/dichiarazioni a toponomastica (abusi edilizi)
- verifiche di coerenza tra titoli edilizi e docfa (ex-legge 80 34 quinquies)
- verifiche di coerenza con TARSU
- verifiche di coerenza con ICI
- verifiche di coerenza con redditi da fabbricati (affitti)
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venerdì 29 aprile 2011
II Incontro con Comune di Ferrara
A seguito degli incontri operativi di approfondimento con le funzioni edilizia, toponomastica e sistemi informativi, ci siamo ritrovati con il gruppo di lavoro per definire una posizione.
Queste le slide su cui ci si è confrontati.
Questo l'esito della discussione:
Queste le slide su cui ci si è confrontati.
Questo l'esito della discussione:
- il modello è sostenibile, cioè conforme alla attuale condizione organizzativa e disponibilità di personale;
- per mettere in esercizio il modello sono necessari i seguenti interventi:
- revisione modulistica così come definito nel gruppo di lavoro (a cura di edilizia)
- redazione di una o due pagine che identificano le tipologie di interventi che hanno impatti sull'assetto dell'Anagrafe Immobiliare (a cura di toponomastica)
- condivisione tra i dirigenti dei servizi interessati (edilizia, anagrafe, sistemi informativi)
- pulizia banche dati e messa in esercizio nuovi strumenti (a cura di sistemi informativi)
- il piano di entrata dell'accordo attuativo CN-ER sarà integrato con le indicazioni emerse nel corso dell'attività;
Successivamente alla messa in esercizio si valuterà il modo migliore per estendere la condivisione del sistema con le altre funzioni comunali (tributi, SUAP).
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mercoledì 27 aprile 2011
Incontro con Unione di Comuni della Bassa Romagna - Lugo 21-4
Presenti:
responsabile servizio edilizia dell'unione (servizio unificando)
coordinatore servizi demografici dell'unione
responsabile sistemi Informativi dell'unione
ANCI-ER
Regione Emilia Romagna
Premessa
L'unione raggruppa 9 comuni per complessivi 103Kab.
Tra i servizi unificati (in corso di unificazione) anche quello dell'edilizia
L'Anagrafe Comunale degli Immobili è in via di costituzione (con relativo regolamento in via di definizione e successiva approvazione da parte delle giunte dei comuni) nella medesima struttura organizzativa dell'edilizia.
Obiettivi dell'incontro
Verificare le modalità operative che l'unione si sta dando e confrontarsi con quanto fino ad ora elaborato dal gruppo di lavoro.
Esito dell'incontro
Primo punto rilevante: toponomastica.
Sarà scomposta in due funzioni: quella di assegnazione dei nomi delle vie, e quella della assegnazione dei civici e degli interni. La prima rimane una prerogativa dei singoli comuni, quella di assegnazione dei civici / interni (identificazione immobili) viene unificata presso l'unione.
Secondo punto rilevante: si parte dall'inizio, cioè dai PUA.
Pertanto le trasformazioni vengono intercettate fin dal momento della lottizzazione, in coerenza con quanto previsto dal TUE che prevede il deposito del tipo mappale in comune (art. 30 comma 5) pena l'improcedibilità del frazionamento.
Uno dei comuni dell'unione ha già da tempo operativa una procedura che prevede che al momento del collaudo delle opere di urbanizzazione vengano assegnati i civici sugli accessi previsti nel piano di lottizzazione. Tali civici vengono poi utilizzati nei successivi Permessi di costruire.
In questo caso pertanto il servizio di identificazione degli immobili non opera sulla base di una domanda da parte dell'interessato, ma è pro-attivo in seno al procedimento edilizio e quindi offre un servizio al professionista senza una sua richiesta (fattispecie questa esplicitamente prevista - e auspicata - dal modello di dominio dell'Anagrafe Comunale degli Immobili).
Ciò è possibile grazie al contesto organizzativo che prevede che la funzione di identificazione degli immobili sia parte integrante dei processi del procedimento edilizio.
Terzo punto: la residenza non può essere negata in assenza di agibilità (vedi nota 1). Le norme in questo caso prevedono solo una sanzione amministrativa. Il richiedente la residenza potrebbe preferire pagare la sanzione in luogo di non ottenere la residenza entro una certa data (agevolazioni fiscali prevedono la residenza entro un termine definito). Il servizio demografico in questo caso va scattare, comunicandolo preventivamente al richiedente, una segnalazione di ufficio al servizio preposto all'irrogazione della sanzione.
Non c'è stato modo di approfondire gli aspetti legati ai titoli edilizi che diventano efficaci con il solo deposito o comunicazione: l'approfondimento avverrà a seguito dell'avvio in esercizio del servizio dell'edilizia, che in questo periodo è - ovviamente - prioritario.
Prossimi passi
Non sono previsto ulteriori incontri. L'unione metterà a disposizione la modulistica che sarà predisposta quando possibile.
Nota 1:
il Ministero dell’Interno, con circolare 29 maggio 1995, n. 8, ha affermato che “il concetto di residenza, come affermato da costante giurisprudenza….è fondato sulla dimora abituale del soggetto sul territorio comunale, cioè dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e soggettivo dell’intenzione di avervi stabile dimora” e che “non può essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica la natura dell’alloggio, quale ad esempio un fabbricato privo di licenza di abitabilità ovvero non conforme a prescrizioni urbanistiche, grotte, alloggi in roulottes”.
E' altresì vero che ENEL e le utilities non potrebbero erogare servizi in assenza di dichiarazioni di conformità degli impianti.... ma questa è un'altra questione
responsabile servizio edilizia dell'unione (servizio unificando)
coordinatore servizi demografici dell'unione
responsabile sistemi Informativi dell'unione
ANCI-ER
Regione Emilia Romagna
Premessa
L'unione raggruppa 9 comuni per complessivi 103Kab.
Tra i servizi unificati (in corso di unificazione) anche quello dell'edilizia
L'Anagrafe Comunale degli Immobili è in via di costituzione (con relativo regolamento in via di definizione e successiva approvazione da parte delle giunte dei comuni) nella medesima struttura organizzativa dell'edilizia.
Obiettivi dell'incontro
Verificare le modalità operative che l'unione si sta dando e confrontarsi con quanto fino ad ora elaborato dal gruppo di lavoro.
Esito dell'incontro
Primo punto rilevante: toponomastica.
Sarà scomposta in due funzioni: quella di assegnazione dei nomi delle vie, e quella della assegnazione dei civici e degli interni. La prima rimane una prerogativa dei singoli comuni, quella di assegnazione dei civici / interni (identificazione immobili) viene unificata presso l'unione.
Secondo punto rilevante: si parte dall'inizio, cioè dai PUA.
Pertanto le trasformazioni vengono intercettate fin dal momento della lottizzazione, in coerenza con quanto previsto dal TUE che prevede il deposito del tipo mappale in comune (art. 30 comma 5) pena l'improcedibilità del frazionamento.
Uno dei comuni dell'unione ha già da tempo operativa una procedura che prevede che al momento del collaudo delle opere di urbanizzazione vengano assegnati i civici sugli accessi previsti nel piano di lottizzazione. Tali civici vengono poi utilizzati nei successivi Permessi di costruire.
In questo caso pertanto il servizio di identificazione degli immobili non opera sulla base di una domanda da parte dell'interessato, ma è pro-attivo in seno al procedimento edilizio e quindi offre un servizio al professionista senza una sua richiesta (fattispecie questa esplicitamente prevista - e auspicata - dal modello di dominio dell'Anagrafe Comunale degli Immobili).
Ciò è possibile grazie al contesto organizzativo che prevede che la funzione di identificazione degli immobili sia parte integrante dei processi del procedimento edilizio.
Terzo punto: la residenza non può essere negata in assenza di agibilità (vedi nota 1). Le norme in questo caso prevedono solo una sanzione amministrativa. Il richiedente la residenza potrebbe preferire pagare la sanzione in luogo di non ottenere la residenza entro una certa data (agevolazioni fiscali prevedono la residenza entro un termine definito). Il servizio demografico in questo caso va scattare, comunicandolo preventivamente al richiedente, una segnalazione di ufficio al servizio preposto all'irrogazione della sanzione.
Non c'è stato modo di approfondire gli aspetti legati ai titoli edilizi che diventano efficaci con il solo deposito o comunicazione: l'approfondimento avverrà a seguito dell'avvio in esercizio del servizio dell'edilizia, che in questo periodo è - ovviamente - prioritario.
Prossimi passi
Non sono previsto ulteriori incontri. L'unione metterà a disposizione la modulistica che sarà predisposta quando possibile.
Nota 1:
il Ministero dell’Interno, con circolare 29 maggio 1995, n. 8, ha affermato che “il concetto di residenza, come affermato da costante giurisprudenza….è fondato sulla dimora abituale del soggetto sul territorio comunale, cioè dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e soggettivo dell’intenzione di avervi stabile dimora” e che “non può essere di ostacolo alla iscrizione anagrafica la natura dell’alloggio, quale ad esempio un fabbricato privo di licenza di abitabilità ovvero non conforme a prescrizioni urbanistiche, grotte, alloggi in roulottes”.
E' altresì vero che ENEL e le utilities non potrebbero erogare servizi in assenza di dichiarazioni di conformità degli impianti.... ma questa è un'altra questione
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mercoledì 13 aprile 2011
I Incontro con Comune di Ferrara - 6 aprile 2011
Presenti:
Funzione edilizia
Funzione toponomastica
Funzione Sistemi Informativi
ANCI-ER
Regione ER - Servizio innovazione amministrativa
Obiettivi dell'incontro
Verificare la fattibilità di massima di una proposta operativa volta a garantire l'identificazione univoca degli immobili in ogni trasformazione immobiliare. La proposta fa leva sul professionista e garantisce impatto nullo alla struttura preposta alla funzione edilizia. In sostanza si inserisce un adempimento "toponomastico" al pari di un qualsiasi adempimento tecnico previsto nel titolo edilizio.
Solo quando sarà garantita per ogni trasformazione l'identificazione degli immobili sarà possibile fare fluire i dati (digitalizzati) provenienti dal procedimento edilizio per descrivere l'immobile sotto tutti i profili di interesse: titoli legittimanti, dimensionali, rappresentazione cartografica, strutturali, energetiche.....
La proposta si limita a definire interventi sulla modulistica e sulle consuetudini operative interne. Non sono previsti impatti organizzativi.
Queste le slide sulle quali ci si è confrontati. (*)
Esito: è stata data una valutazione positiva di massima sulla fattibilità e di coerenza con il modello organizzativo attuale. Si procederà pertanto ad un approfondimento operativo.
Prossimi passi operativi (14-aprile e....):
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Funzione edilizia
Funzione toponomastica
Funzione Sistemi Informativi
ANCI-ER
Regione ER - Servizio innovazione amministrativa
Obiettivi dell'incontro
Verificare la fattibilità di massima di una proposta operativa volta a garantire l'identificazione univoca degli immobili in ogni trasformazione immobiliare. La proposta fa leva sul professionista e garantisce impatto nullo alla struttura preposta alla funzione edilizia. In sostanza si inserisce un adempimento "toponomastico" al pari di un qualsiasi adempimento tecnico previsto nel titolo edilizio.
Solo quando sarà garantita per ogni trasformazione l'identificazione degli immobili sarà possibile fare fluire i dati (digitalizzati) provenienti dal procedimento edilizio per descrivere l'immobile sotto tutti i profili di interesse: titoli legittimanti, dimensionali, rappresentazione cartografica, strutturali, energetiche.....
La proposta si limita a definire interventi sulla modulistica e sulle consuetudini operative interne. Non sono previsti impatti organizzativi.
Queste le slide sulle quali ci si è confrontati. (*)
Esito: è stata data una valutazione positiva di massima sulla fattibilità e di coerenza con il modello organizzativo attuale. Si procederà pertanto ad un approfondimento operativo.
Prossimi passi operativi (14-aprile e....):
- verifica operativa degli interventi sulla modulistica (di edilizia e di toponomastica) e sulle procedure operative interne
- analisi dei carichi di lavoro indotti sulla funzione toponomastica
Prossimo incontro (29-aprile) per dare un ok definitivo alla fattibilità operativa del modello proposto.
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